Marvin Pascale

[B.Log]

02 Aprile 2025

EU OS

EUOS

Nel corso degli anni, l’Unione Europea ha più volte tentato di svincolarsi dalla dipendenza tecnologica verso i grandi attori extra-europei. Questa volta ci riprova con un’iniziativa che fa parecchio rumore: EU OS, un sistema operativo basato su GNU/Linux pensato per le pubbliche amministrazioni del continente.

Non è la prima volta che vediamo tentativi simili (chi si ricorda di LiMux?), ma stavolta il contesto geopolitico e tecnologico sembra molto più maturo. Vale quindi la pena dare un’occhiata a cosa bolle in pentola.

Non una distro, ma una prova di concetto

EU OS non è tecnicamente una nuova distribuzione. Si tratta di una prova di concetto costruita su Fedora e con KDE Plasma come ambiente desktop. L’obiettivo è realizzare una base comune modulare, pensata per essere adattata a livello nazionale, regionale o settoriale, ma con un nucleo centrale condiviso.

Il design a “strati” è interessante: un core con funzioni base (gestione utenti, software, dispositivi), su cui poggiano personalizzazioni specifiche. Un approccio intelligente che cerca un equilibrio tra standardizzazione e flessibilità.

Sovranità digitale: solo parole?

Dietro il progetto c’è un chiaro intento politico: rafforzare la sovranità digitale europea, ridurre la dipendenza da fornitori esterni e riappropriarsi del controllo sui dati e sulle infrastrutture IT. E su questo non si può che essere d’accordo.

Ma la scelta di Fedora – una distribuzione sviluppata negli Stati Uniti da Red Hat (oggi sotto l’ombrello IBM) – fa storcere il naso a più di uno. Per un progetto che punta all’indipendenza, una base come openSUSE o Debian forse sarebbe stata più coerente.

Vantaggi e ostacoli

I vantaggi di una soluzione del genere sono noti a chi bazzica il mondo GNU/Linux: niente costi di licenza, trasparenza del codice, maggiore controllo e possibilità di personalizzazione. Il risparmio economico, unito alla maggiore sicurezza e all’indipendenza, è un’opportunità da non sottovalutare.

Tuttavia, le sfide non mancano:

  • compatibilità software, soprattutto con applicazioni proprietarie ampiamente usate nella PA.
  • resistenza degli utenti, poco inclini ad abbandonare le vecchie abitudini.
  • formazione e supporto, senza i quali qualsiasi migrazione rischia il fallimento.

L’esperienza di LiMux a Monaco insegna che anche con le migliori intenzioni si può tornare indietro. Ma GendBuntu, adottato dalla gendarmeria francese con oltre 60.000 postazioni, dimostra che si può fare.

La comunità al centro

Uno dei punti deboli di molti progetti pubblici è la mancanza di un vero coinvolgimento della comunità. EU OS, se vuole avere successo, dovrà abbracciare davvero l’open-source, collaborando con le community già esistenti e costruendo una rete di amministratori, sviluppatori e utenti pronti a contribuire.

La modularità, l’adozione di formati aperti, l’utilizzo di standard condivisi e l’investimento sulla formazione saranno gli elementi chiave per non ripetere gli errori del passato.

Mani in pasta: proviamo EU OS in una VM

Anche se EU OS è ancora in fase di proof of concept, è già possibile provarlo grazie all’immagine disponibile pubblicamente su GitLab. Se vuoi farti un’idea di come potrebbe apparire un sistema operativo europeo, ecco come fare in pochi semplici passaggi.

1. Scarica l’immagine ISO

Vai alla pagina ufficiale del progetto: EU OS

Lì troverai il link per scaricare l’ultima ISO disponibile (basata su Fedora KDE). In alternativa, puoi trovarla anche nella sezione “Releases” del Repository Gitlab .

2. Crea una macchina virtuale

Puoi usare VirtualBox (libero e multipiattaforma) o virt-manager se sei già su GNU/Linux.

Con VirtualBox:

  • Crea una nuova VM tipo LinuxFedora (64-bit)
  • Assegna almeno 2 GB di RAM e 20 GB di disco
  • Monta l’ISO come disco di avvio

Con virt-manager:

virt-install \
  --name euos-test \
  --ram 2048 \
  --disk size=20 \
  --vcpus 2 \
  --os-variant fedora39 \
  --cdrom /percorso/della/euos.iso \
  --graphics spice

3. Installa e esplora

Una volta avviata la VM, potrai esplorare l’ambiente KDE Plasma preconfigurato.

Presta attenzione a:

  • struttura dei menu: c’è qualcosa di pensato per la PA?
  • tool inclusi: browser, strumenti di amministrazione, gestione utenti?
  • performance: gira bene anche con risorse limitate?

4. Vuoi contribuire?

Se hai esperienza con GNU/Linux, packaging o deployment, dai un’occhiata al codice sorgente del progetto su GitLab:
https://gitlab.com/eu-os/eu-os

La community è piccola ma attiva, e questo è il momento perfetto per dare una mano e magari lasciare un’impronta su un progetto europeo.

Considerazioni finali

EU OS è ancora nelle sue fasi iniziali, ma l’idea è interessante e, questa volta, potrebbe avere un impatto reale. Non si tratta solo di software, ma di una scelta strategica per l’Europa, che mira a riprendere in mano il proprio destino digitale.

Come sempre, il diavolo è nei dettagli: vedremo se sarà l’ennesimo esperimento abortito o l’inizio di una nuova stagione per l’open source nella pubblica amministrazione europea.


Le opinioni in quanto tali sono opinabili e nulla ti vieta di approfondire l’argomento.

Risorse: